28/06/12

Santiago del Cile, innamorarsi di una città


Reduci da un breve viaggio a Santiago del Cile, (la nostra prima volta) Maria e io siamo rimasti sorpresi da come la città ti accoglie senza traumi, tranquilla, assolata, impegnata, elegante...
Non si parcheggia nelle strade, le corsie destinate ai mezzi pubblici sono prevalenti, andare a piedi è quasi necessario, le fermate della metropolitana (che è la più moderna di tutta l'America latina)  sono come un serpentone che ti accompagna fedele e puntuale, quasi all'angolo di ogni avenida.

Bella Santiago, ti affascina col suo mischiare moderno e "coloniale": architettura classica, un po' spagnola, un po' francese, un po' tedesca e un po' italiana, mentre il moderno assume forme conosciute o originali soprattutto con la grande quantità di vetro che cerca di prendersi tutta la luce naturale possibile e che la mattina arriva dentro le auto e le case come gentili e affilate lame di luce.

Bella Santiago, che ogni mattina ti svegli e lo spettacolo che ti propone sono le grandi montagne della cordigliera. In città, fa giorno con un'ora e passa di ritardo da quello che siamo abituati a immaginare,  perché il sole, prima di arrivare, deve fare lo "sforzo" di scavalcare quella muraglia innevata che va dai 3000 ai 4000 metri e che la vedi, lì vicina, enorme, maestosa, temibile, ma irresistibilmente ipnotica. E i tramonti riempiono la città e le montagne di toni talmente caldi che sembrano una di quelle illuminazioni artificiali create ad hoc per dare atmosfera ai palazzi storici europei. Ma qui, è la natura che ti fa questo regalo!

Bella Santiago, povera e ricca, giovane e anziana, moderna e antica, classica e inconsueta, calda e fredda, trafficata e senza auto, a dimensione umana, con gli stradoni super illuminati e i coloratissimi grattacieli, placida, sgarbata e gentile, poligenica e oligogenica, e poi, con i garage che sono sottoterra fino a cinque e passa piani, ricchissima di parchi curati e monumenti, piena di vita commerciale nei negozi e sui marciapiedi.

Bella Santiago, dove si mangia benissimo carne e pesce e si beve meglio coi suoi souvignon limpidi e gelati e i suoi cabernet color rubino, dove se trovi il posto giusto, non è raro fare colazione, terminare pranzi e cene con un caffè tutto nostro, italiano, fatto proprio come lo sappiamo apprezzare noi. Ma poi, come non gioire di fronte  alla tolleranza che vede in alcuni locali un cartello che recita: "Bienvenidos fumadores".


Bella Santiago, ci sei rimasta nel cuore. Torneremo!