23/03/11

MOKA E' CASA

Quando c'è un anniversario è inevitabile fare un breve flah-back coi ricordi per vedere cosa ci viene in mente rispetto al nostro tempo vissuto.
Ad esempio per i 150 anni dell'Italia unita, uno come me nato nel 1956, si porta appresso cinque Papi, svariati Presidenti della Repubblica, (me li ricordo quasi tutti ma in particolare ricordo Antonio Segni in visita a Benevento, perché facevo le elementari lì, e la scuola ci portò in strada a sventolare bandierine di carta con manici di legno, e ricordo Pertini, che con Bearzot giocava a scopone scientifico e fumava la pipa e il suo "HIC MANEBO OPTIME") e poi... musica, cinema, moda, la nostra televisione in bianco e nero Telefunken, il design ecc...
Sì, il design, quello industriale, ci ha accompagnato senza tregua con tantissimi oggetti.
E nei primi miei 50 anni ho imparato a fare a meno dei giradischi e dei dischi, dei "mangianastri" e delle musicassette, dei telefoni fissi e dei gettoni per le telefonate dalle cabine, dei rullini per fare le foto, delle diapositive, dei proiettori super8 e più recentemente dei floppy disk, di A: e C: e un sacco di altre cose, insomma in un mare di cambiamenti, dove tutto sembra resistere dentro la frazione di tempo di un battito di ciglia, c'è un oggetto che è sempre stato lì, sempre uguale e sempre indispensabile: la Moka Bialetti, o caffettiera o macchinetta.
Roba italianissima, perché fa il caffè come piace a noi, perché per farlo ci mette un attimo, perché quando l'hai fatto la lavi facile e la riponi lì sullo scolapiatti prontissima ad altri eroismi.
Sì, eroica macchinetta, semplice, leggera, costante, robusta, comoda, affidabile.
Guardate le immagini che accompagnano questo breve racconto, provate ad immaginare una cosa più elementare di questa.... l'omino coi baffi diceva sempre su Carosello: "Sembra facile...." e aveva ragione.
Vi sembra facile immaginare una semplicità più semplice di questa?
 La caffettiera Bialetti è parte di noi in maniera talmente esagerata e quando in Francia, in Spagna, in Germania, in Svizzera, in Austria non c'era, il mattino era di quelli che ti senti lontano-lontano e invece quando l'ho trovata pronta a New York e poi quando l'ho vista sfavillante a Sao Paulo, mi sono sentito proprio come a casa.
Se andate lontano per 10.000 chilometri o per 600, portatela con voi e ogni mattina, immaginatevi con l'occhio assonnato, spettinati, sbadigliosi con quell'aroma che entra nelle vostre narici e il rumore di quello svaporare così amichevole, e poi ditemi se non sarà come sentirsi dentro la vostra amata e familiare cucina. Grazie piccola macchinetta magica italiana.

1 commento: